Confusional Quartet - ITALIA CALIBRO X

Confusional Quartet - ITALIA CALIBRO X - 2011 Ansaldi Records

Che sia un disco strano lo si poteva anche immaginare, Confusional Quartet ci ha sempre abituati ad ascoltare cose non convenzionali ma l’idea che sostiene questo nuovo progetto discografico è veramente strana!
Partiamo dall’inizio, dalla fine degli anni ’80 dove in Italia accadevano eventi importanti e tragici. Come in quel 1977 a Bologna dove esplose rabbia e ribellione giovanile, dove sotto i portici di via Zamboni stazionavano i blindati della VII Celere a controllare la zona universitaria, dove l’amministrazione cittadina si rivelò molto lontana dal reale. Ma anche dove una parte del movimento parlava di immaginazione al potere, dove i cortei studenteschi erano colorati, dove la musica entrava prepotentemente nel fare politica.

In questo contesto di fiorire di iniziative e di apertura delle menti si inserirono anche i gruppi musicali che in quegli anni si formarono: eterogenei nella musica suonata ma omogenei nella novità e nel voler fare qualcosa assieme che uscisse veramente dagli schemi. Nelle cantine di via San Vitale si potevano sentire contemporaneamente blues, rock, punk (un po’ come adesso avviene nella sala prove Vecchio Son…) e in molti locali si suonava live qualsiasi genere musicale ma non, come avviene spesso oggi, cover di altre band. E ad ascoltare con te potevi incontrare Steven Brown dei Tuxedomoon o Arto Lyndsay (Lounge Lizard/DNA). Questa era Bologna in quegli anni: una fucina di emozioni e musica e un punto di riferimento per la nuova musica italiana!

In questo ambito il Confusional Quartet si muoveva e proponeva la sua musica. Indubbiamente CQ ha lasciato un segno indelebile e forte, vuoi perché tutti si vestivano di nero e loro di bianco, vuoi perché perché tutti urlavano al mondo e loro non avevano cantante, vuoi perché tutti facevano il verso all’Inghilterra del punk o agli Stati Uniti della no-wave e loro facevano la cover di uno dei brani più rappresentativo della musica italiana di sempre: Volare (Nel Blu dipinto di Blu) di Modugno e davano lo spunto anche al nome dell’etichetta simbolo di questo periodo: Italian Records!
Giovanissimi, riescono ad usare la musica miscelando l'energia del rock con argomenti fino ad allora lontani dal mondo musicale: il futurismo, il minimalismo, la musica concettuale di John Cage, l'Italia del boom economico degli anni '60, il design contemporaneo, la moda. Per tutti questi motivi lasciano un evidente segno nella non-storia della cultura alternativa italiana.

Pubblicano vario e variegato materiale discografico, si esibiscono in performances e sfilate di moda fino allo scioglimento della band che, a questo punto, appare più una pausa in quanto, dopo trent’anni, la stessa formazione si rimette insieme. Con lo stesso spirito, la stessa intesa e con l’impressione che si sia veramente trattato di un lungo momento in cui ogni componente la band ha intrapreso una strada diversa.
Durante l’ascolto, in un’osteria di Modena, della raccolta uscita per Astroman nel 2009 il Confusional Quartet decide di riunirsi per suonare di nuovo insieme. Dice Lucio Ardito, il bassista: «La cosa più sconvolgente è stata ritrovarsi dopo così tanti anni, esperienze differenti, figli, mogli e tutto il resto, accordare gli strumenti, cominciare a suonare, senza guardarsi uno con l’altro ma con un’intesa “a pelle” molto forte. Stavamo in sala prove due, tre ore, quasi di seguito. Musiche uniche, atmosfere rarefatte. Emozionante come trent’anni fa!».

Prosegue Marco Bertoni, tastiere: «Abbiamo deciso di registrare le sessions tutte le volte che ci saremmo visti, per estrarre idee da sviluppare in seguito con calma ma riascoltando il materiale dei primi mesi abbiamo tutti verificato che molte parti erano già “pezzi” strutturati e autonomi, molto “confusional” anche nei suoni e nei ritmi. Con l’aiuto e il lavoro di Gianni Gitti sarebbero stati perfetti».

Dalla collaborazione storica con Gianni Gitti (produttore del primo disco CQ) allora è nato questo disco “strano” dove le tracce musicali sono montate con interventi audio tratti da film italiani di serie B (ma oggetto di culto oggi da parte di molti), interventi di Pier Paolo Pasolini, Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Demetrio Stratos in un mix dove storia, cinema, musica, cultura e vissuto si confondono e miscelano in un flusso continuo, in un ipotetico loop digitale (non a caso il primo e ultimo inserto audio sono il medesimo).

«Sono vari i motivi per cui si è deciso di far uscire questo disco per l’etichetta Ansaldi Records. Primo fra tutti un riconoscimento al lavoro di Steno & Co. che quotidianamente debbono affrontare i mille problemi di una struttura, la sala prove Vecchio Son, che devono fare conti con i bilanci, per mantenere un prezzo accessibile a tutti, e di gestione. Poi perché le registrazioni, appunto, si sono fatte qui in queste sale. Poi doveva uscire a Bologna perché alla fine parla di Bologna, con i suoi colori, le sue voci, i suoi fatti di cronaca» - dice Enrico Serotti, chitarrista del CQ.

«La cosa più strordinaria – conclude Gianni Cuoghi, il poderoso batterista – è che stiamo ascoltando brani unici in tutto e per tutto che mai si risuoneranno live perché pura improvvisazione di quattro persone unite solo dalla loro sensibilità musicale e dal loro grande affiatamento. C’è poi da dire che il frutto di questo anno di improvvisazione è poi il disco di inediti che uscirà in seguito».

Per qualche motivo il meccanismo che regola il loro fare le cose è ritrovato intatto dentro di loro. Escono brani nuovi, nuovi progetti, cresce forte la sensazione che l'esperienza che si sta facendo è unica:
- umanamente (perché vissuta da una prospettiva storica trentennale);
- musicalmente (perché il nuovo materiale è forte ed energico e raccoglie da subito l'entusiasmo di artisti come Bob Rifo aka The Bloody Beetroots con il quale scrivono insieme il singolo 'Futurfunk', Giulio “Ragno” Favero del Teatro degli Orrori, One Dimensional Man,  e Mike Patton;
- culturalmente (perché il CONFUSIONAL QUARTET si ritrova davanti un panorama italiano musicale e culturale appiattito ed inebetito, dove il livello di proposta e ricezione culturale si è abbattuto e dove la velocità futurista è stata mal interpretata e disattesa in nome di un progresso sbagliato).

Non è più il Confusional Quartet colorato postmoderno vestito Kenzo delle foto memorabila in internet. Il suono è più duro e sempre fuori dagli schemi.
Ora Confusional Quartet è anche storia e cultura con cui è possibile confrontarsi.
Cosa fanno? Cos'è questa cosa? È possibile? I giovani italiani li guardano stupiti e (alcuni) soddisfatti fanno domande.

Marco Bertoni: tastiere
Enrico Serotti: chitarre
Lucio Ardito: basso
Gianni Cuoghi: batteria e percussioni

Italia Calibro X (2011) - (CD - Ansaldi Records)

COMUNICATO STAMPA ITALIA CALIBRO X

Comunicato stampa

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CORRIERE DI BOLOGNA
17 gennaio 2012
Andrea TINTI

Corriere di Bologna 15 genn 2012


Italia Calibro X by Confusional Quartet
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